“Shakespeare es -digámoslo así- el menos inglés de
los escritores ingleses.
Lo típico de Inglaterra es el understatement, es el decir
un poco menos de las cosas.
En cambio, Shakespeare tendía a la hypérbole en la metáfora, y no nos sorprendería nada que Shakespeare hubiera sido italiano o judío, por ejemplo.”
“Shakespeare is - let us put it this way -
the least English of English writers.
The typical quality of the English is understatement, saying a little less than what you see.
In contrast, Shakespeare tended toward the hyperbolic metaphor, and it would come to us as no surprise to learn that Shakespeare had been Italian, or Jewish, for instance.”
Nella scrittura di Florio, nella sua mania verbale e straordinaria abilità di linguista, consiste la prova filologica inconfutabile della sua identità shakespeariana.
Altro materiale si aggiungerà prossimamente nelle quattro lingue utilizzate, senza traduzione, nel sito: italiano, inglese, francese e spagnolo. Tuttavia ciò che è pubblicato fin d’ora consentirà a ciascuno di scoprire che colui che la critica ha considerato un “colletto blu” tra gli Elisabettiani, è in realtà il grande Bardo. John Florio non entra nella Shakespeare’s Authorship Question come un candidato qualsiasi che si mette diligentemente in fila accanto ai Francis Bacon, Edward de Vere o Christopher Marlowe e a sessanta altri in attesa dell’impossibile investitura da parte dei grandi sacerdoti degli studi Shakespeariani! No, John Florio, the Resolute, nickname che aggiunse al nome a partire dal 1591, entra con determinazione nell’estenuante saga e la risolve una volta per tutte. Molti grandi – Charles Dickens, Henry James, Mark Twain e Sigmund Freud, tra gli altri – avevano capito, intuito che l’autore di Hamlet non poteva essere l’uomo di Stratford. Ma né loro né le migliaia di altri anonimi lettori scettici, in un secolo e mezzo di dubbi e indagini, avevano mai sospettato questo coltissimo poliglotta, traduttore eccellente dei Saggi di Montaigne e del Decamerone di Boccaccio e autore del primo grande dizionario italiano-inglese del 1598. Non ci avevano pensato per questo: perché John Florio non è un inglese purosangue. È un anglo-italiano o un italo-inglese. Un mezzo straniero, insomma. E uno straniero non poteva e non doveva trovarsi alle origini della lingua e della cultura inglesi.
Quindici Ragioni
Per John Florio,
L’uomo Che Era Shakespeare
John Florio added more than a thousand new words to the English contributo simile a quello attribuito a William Shakespeare. Inoltre Florio ha realizzato il primo dizionario italiano-inglese che, nell’edizione del 1611, conteneva 74 000 parole italiane, il triplo di quello dell’Accademia della Crusca uscito nel 1612 a Firenze e almeno 150 000 inglesi. Frances Yates, autrice di una fondamentale biografia di John Florio (1934) lo definisce la summa della cultura dell’epoca.